ESSERE O APPARIRE..
postato da aurostar [07/05/2008 09:07]
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ESSERE O APPARIRE? IL RITRATTO DI DORIAN GRAY... OSCAR WILDE La trama di questo romanzo è affascinante e al contempo conturbante, intrigante. Un'opera che serve per capire una miriade di faccende interiori ed esteriori. Un giovane bellissimo e sensibile, Dorian Gray, vede realizzarsi, per misteriosi motivi, il suo desiderio di restare sempre giovane e bello, mentre al suo posto invecchia il suo ritratto. L'eterna giovinezza è il suo corpo, mentre il suo ritratto invecchia inesorabile, mostrando i segni del tempo e dei crimini attuati. Il quadro diventa così il testimone della sua vera vita e della sua anima. Egli resta intatto nel corpo e solo nel ritratto vede la propria rovina fisica e morale, l'inganno della sua duplice vita e il suo vero volto, sconosciuto a tutti. Oscar Wilde fu affascinato dal decadentismo dove trova piena espressione l'ideale dell'estetismo, cioè la ricerca della bellezza rara, eccentrica, creata artifficiosamente come antitodo contro la volgarità borghese. Così affascinante e perverso, Dorian Gray incarna il dandy, ossìa il personaggio mondano e leggero, che fa dell'eleganza e di ogni modalità prettamente esteriore il fine basilare della sua esistenza. Wilde segue il filone dell'estetismo, ribadisce in questo romanzo, la portata della bellezza e delle apparenze esteriori e il diritto dell'arte ad esprimersi liberamente senza condizionamenti morali. La chiave per comprendere il romanzo è che nell'interiorità ed esteriorità dell'uomo, morale e bellezza, non possono convivere ma si compensano - e qui ci sarebbe parecchio da discutere... Il personaggio non ha una vera storia interiore ed è interessato a rappresentare la vita più che a viverla. Vive in preda ad una solitudine piena di angoscia. L'apparenza non è nulla senza sostanza. Il problema dell'essere o apparire per affermarsi in una società sempre più consuistica che si ferma al corpo come biglietto da visita, beh io credo che l'importante sia essere come ci si senta dentro, ma se dentro si è in un modo e fuori si è in un altro, allora forse non si ha il coraggio di mostrare come si è veramente, e qui si iniziano a compiere una sere di errori, e bugie per coprire se stessi. Poi si sa, l'uomo ha bisogno di auto inganni, deve credere che la vita abbia un senso ed è per questo che organizza questa secondo riti, istituzioni, convenzioni che rafforzano in lui tale illusione. Costretti a vivere così, si diventa delle "maschere", per usare un'espressione pirandelliana. Si diventa come degli attori che recitano la parte che la società esige. Spesso, anche quando non lo si vuole, si ha la tendenza a nascondere se stessi dietro una maschera, perchè d'altronde è questo che la nostra società, e per prima la nostra famiglia, nella maggior parte dei casi, ci ha insegnato a fare, obbligandoci ad indossare maschere vere e proprie in base alle circostanze che lo richiedono. Ma credo anche che spesso, molto spesso, questo nascondersi dietro una maschera sia dato dalla personale paura di mostrarsi, e tante volte soprattutto dalla paura di dimostrare ciò che realmente si è, con debolezze e fragilità annesse. Credo che a lungo andare chi cerca di mascherare la propria personalità, dietro comportamenti che non sono suoi...prima o poi "crolla"! Non si può vivere cercando di essere chi non si è, o cercando di piacere a tutti.. cè chi ti accetta per la tua personalità, cè chi cerca di cambiarti e cè anche chi ti critica... e forse è proprio tramite le critiche, sempre se costruttive, che si cresce e si riflette su se stessi ma non per questo ci si deve nascondere dietro una maschera... la vita deve essere vissuta fino in fondo con i propri principi e secondo le proprie idee... ma senza cercare di essere qualcun altro, e senza farlo credere.... perchè tante persone sanno accettarti per come sei con i tuoi difetti e pregi.. per fortuna non si deve sempre fingere! "Essere" per sentirsi veramente felici. Essere se stessi rappresenta la massima soddisfazione possibile perchè è una condizione spontanea che non necessita di alcuna complicazione ma porta degli sforzi, perchè l'essere se stessi potrebbe scontrarsi con un mondo esterno che tende a non accettarti per quello che sei e a fare scattare una sorta di emarginazione... ma la felicità è una vittoria da conquistare con le unghie e, l'essere se stessi, ne favorisce il buon esito. Se non sei te stessa e, per essere felice, muti il tuo atteggiamento in base alle circostanze, non troverai la felicità che cerchi.. Dobbiamo essere felici noi stessi e non il nostro apparire!!!
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